La montagna

Il territorio montano delle Marche interessa il 36% dell’intera superficie regionale, presentando una struttura molto particolare. La dorsale principale inizia, a sud, con le cime più settentrionali del gruppo della Laga e prosegue poi con la catena dei Sibillini. A nord continua, a quote più modeste, con i monti Fema, Cavallo, Pennino, Cucco, Catria, Nerone e Carpegna, e si riallaccia quindi all’Appennino tosco-emiliano. Un altro segmento, dipartendosi dai Sibillini, piega leggermente ad oriente disegnando un arco che comprende i monti Letegge, San Vicino e più a nord ricompare con i monti Pietralata e Paganuccio, i quali formano la selvaggia gola del “Furlo”.

Ben 11 sono i centri della regione dove è possibile praticare gli sport invernali es. Carpegna, Nerone, Sarnano e Ussita.

La fauna più interessante della regione è concentrata nelle località più nascoste della catena  appenninica.

Tra i grandi mammiferi è rimasto soltanto il lupo appenninico che popola le zone più impervie e selvagge dei Monti Sibillini, invece gli altri mammiferi tipici del territorio marchigiano sono: il gatto selvatico, la martora, il tasso, la volpe, lo scoiattolo, la donnola, la puzzola, la faina, la lepre, il cinghiale e la rarissima arvicola delle nevi.

 

 

 

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